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Mi dia un'autoblu.

 

«Mi dia un’autoblu, tipo Rolls Royce»

Hanno promesso tutti di tagliarle, ma sono sempre di più.

Sono tenute insieme con lo spago, certe ambulanze della Croce Rossa. Quasi la metà, dice il rapporto di un ispettore della Ragioneria dello Stato nell’ottobre del 2006, «ha più di vent’anni» e ha fatto «più di 250.000 chilometri». Eppure i capi dell’organizzazione sotto la gestione di Maurizio Scelli ( pace all'anima sua), il vanitoso commissario straordinario dell’era Berlusconi, non si sono mai fatti mancare l’autoblu. Nuove, lussuose, luccicanti. Mario Guida, l’autore del rapporto, dice di averne contate almeno 28 (dopo una rapida dieta: tre mesi prima ne figuravano 40!) a disposizione del presidente, del vicepresidente e dei vertici del Comitato centrale. Di cui 17 macchine, alla faccia di tutti i volontari che sputano l’anima per aiutare gratuitamente chi sta male, nella sola sede romana. E che macchine! « Delle Land Rover, Fiat Doblò, oltre a un fuoristrada. Diverse di queste auto possono classificarsi di lusso.». Alune nuovissime. Comprate nel 2005 nonostante la legge che obbligava a tagliare del 10% sul 2004. E poi ancora nel 2006, nonostante una nuova legge imponesse un taglio alle autoblu di un ulteriore 50%. Non basta. Per rinnovare il parco macchine, presumibilmente dalle ambulanze alle auto di rappresentanza, avevano varato un «Progetto flotta moderna», nominando un’apposita commissione e prendendo perfino come consulente a 8350 al mese una certa Sabrina Spera. E non basta ancora. A un certo punto, è scritto sul rapporto, sotto gli occhi stupefatti degli amministratori subentrati al commissario famoso in tutta Italia con l’etichetta del liberatore delle due Simone, arrivò al servizio una parcella ulteriore: «La richiesta di una società per il soddisfo di un credito relativo a consulenze prestate nell’ambito del Progetto flotta moderna. L’ammontare del credito vantato è di 185.000 euro oltre Iva». Sulla base di quali riscontri voleva i soldi? Di «documentazione tra l’altro non effetivamente allegata». E quando era nata, questa bella società di consulenza? Un attimo prima (coincidenza) che fosse varato il Progetto flotta moderna. Eppure il rapporto, che in altri paesi avrebbe fatto saltare i ministri, è scivolato via quale acqua nei tombini.

Continua…..

Pubblicato il 9/9/2007 alle 13.0 nella rubrica censura.

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